Mariella Pirracchio

Il Volto di Cristo nelle opere d’arte del Museo San Nicolò in Militello Val di Catania

 

Prefazione

Sono lieto di presentare questa attenta ricerca iconografica e teologica intorno al Volto di Cristo nelle opere d’arte del Museo San Nicolò in Militello Val di Catania, nata come tesi di magistero difesa all’Istituto Superiore di Scienze religiose all’Apollinare della facoltà di teologia della Pontificia Università della Santa Croce.

La dovizia di indicazioni offerte dai sei volumi che riuniscono le dotte lezioni tenute in occasione di altrettanti Congressi promossi, a partire dal 1998, dall’Istituto Internazionale di Ricerca sul Volto di Cristo ha consentito all’Autrice di questo studio di collocare con ricchezza e pertinenza di riferimenti l’analisi delle finora pressoché sconosciute opere d’arte prese in esame nel ricchissimo solco dell’iconografia cristiana, illuminata dalla quasi bimillenaria riflessione teologica sia della chiesa di Oriente sia della chiesa di Occidente.

Nell’arco di pochi anni, grazie soprattutto ai frequenti e forti richiami alla contemplazione del Volto di Cristo da parte del Santo Padre Giovanni Palo II, questa particolare forma di devozione, di spiritualità e di cristologia sta suscitando un crescente interesse. Il perentorio assunto pontificio, secondo il quale - come recita la Lettera apostolica Novo Millennio Ineunte (6 gennaio 2001) – "la nostra testimonianza sarebbe… insopportabilmente povera se noi per primi non fossimo contemplatori del Volto di Cristo", ha favorito il moltiplicarsi di studi, di pubblicazioni, di convegni, di mostre iconografiche ecc. aventi come tema quello del Volto di Cristo.

Ascrivo a merito di questa ricerca l’essere stata condotta con il convincimento che non è possibile una lettura esauriente dell’iconografia dedicata a Cristo e, particolarmente al suo Volto, se l’analisi tecnica e la stessa valutazione estetica prescindono dal dato dottrinale sotteso. E non è certo casuale che la storia del dogma cristologico, ricostruita attraverso i Concili ecumenici, si incontri con la secolare disputa sulle immagini approdata, dopo forti contrasti e dopo la parentesi iconoclastica, al pieno riconoscimento del valore non solo devozionale dell’icona. Opportunamente, in questo studio, viene citato (p. 33) lo splendido brano del Kontakion di San Teofane: "Il verbo indescrivibile del Padre si è fatto descrivibile, incarnandosi in te, Madre di Dio. Avendo restaurato nella sua antica dignità l’immagine deturpata, egli la unì alla bellezza confessando la salvezza: noi esprimiamo questo con l’azione e con la parola".

La coraggiosa e generosa iniziativa che ha portato alla creazione del museo San Nicolò in Militello Val di Catania, inaugurato nella sua prima parte nel dicembre 1985. viene dall’Autrice inquadrata nella religiosità di quella splendida parte della Sicilia: un museo "parrocchiale", "un museo voluto dalla gente" (p. 53), anche se Militello, che sorge sul declivio settentrionale dei monti Iblei, è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Sottoscrivo, perciò, l’annotazione conclusiva del volume: "Le opere analizzate in questa ricerca non apparterranno, forse, ad autori noti o storicamente significativi per la storia dell’arte italiana…tuttavia è degno di nota e ammirazione il fatto che una comunità abbia voluto e saputo raccogliere la propria storia e raccontarla attraverso una vera propria istituzione culturale, quale è un museo: oggetti d’arte in esso e grazie ad esso parlano il linguaggio semplice della gente, ma riescono, ciò nonostante, a farsi veicolo di grandi valori biblico-teologici".

L’augurio che questa ricerca trovi l’accoglienza che indubbiamente merita.

 

Card. Fiorenzo Angelini

Roma, 10 giugno 2003