Elio Venier

"E voi chi dite che io sia?"

 

 

Prefazione

La scelta dell’argomento di questa ultima fatica del carissimo Mons. Elio Venier non soltanto è originale, ma coraggiosa. Originale perché l’autore ha saputo individuare in scrittori della più varia estrazione sociale, letteraria, religiosa e filosofica riferimenti a Cristo sempre suggestivi; coraggiosa perché si è trattato di una scelta compiuta nel segno di un sereno e cristiano ottimismo.

 

Nella rassegna intelligentemente condotta da Mons. Venier si incontrano nomi che, a prima vista, appaiono – in rapporto all’argomento trattato – per lo meno insoliti. Nello sceglierli per scoprire in essi i molti o i pochi richiami a Cristo, egli sembra avere avuto presenti le parole di San Paolo nel celebre discorso tenuto all’Aeropago di Atene, dove i pagani lo ascoltavano soltanto perché "non sapevano spendere altrimenti il loro tempo che nel dire o nell’ascoltare delle novità" (At 17,21). San Paolo andò al cuore di quell’attesa apparentemente superficiale, e disse: "Percorrendo la vostra città, e vedendo gli oggetti del vostro culto, ho trovato pure un altare con questa iscrizione: A un Dio ignoto! Quello che voi venerate senza conoscerlo, io lo annunzio a voi. Il Dio che ha creato il mondo e tutto quello che in esso si trova, essendo il Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti con le mani, né è servito dalle mani dell’uomo, come se avesse bisogno di qualche cosa, egli che dà ad ognuno la vita, il respiro, tutto. […] Egli ha voluto che gli uomini cercassero Dio e si sforzassero di trovarlo, come a tastoni; quantunque non sia lontano da ciascuno di voi. In lui, infatti, viviamo, ci muoviamo e siamo, come hanno detto alcuni dei vostri poeti: ‘Di lui infatti progenie noi siamo’" (At 17, 23-25. 27-28). Il pensiero corre al celebre verso di Charles Péguy, secondo il quale "Cristo è un astro che brilla con la sua assenza".

 

All’Innominato, che al cardinal Federico che gli parlava di Dio, rispose "Dio! Dio! Dio! Se lo vedessi, se lo sentissi! Dov’è questo Dio?", il porporato rispose: "Voi me lo domandate, voi? Voi? E chi più di voi l’ha vicino? Non ve lo sentite in cuore che v’opprime, vi agita, che non vi lascia stare, e nello stesso tempo vi attira, vi fa presentire una speranza di quiete, di consolazione, d’una consolazione che sarà piena, immensa, subito che voi lo riconosciate, lo confessiate, l’imploriate" (I Promessi Sposi, cap. XXII).

Mons. Venier è riuscito a rintracciare, in Autori che si direbbero lontani dalla fede, una luce, un’attrattiva verso Cristo che, quanto più inattesa per il lettore, tanto più risulta credibile e trascinatrice.

 

Ovviamente nella rassegna di Mons. Venier non potevano mancare figure di Santi, la cui spiritualità ed il cui apostolato hanno ricevuto dalla teologia, dalla spiritualità , dall’arte e dalla devozione la Santo Volto di Gesù impulso eccezionale. Tuttavia, l’aver egli accostato la testimonianza sul Volto di Cristo di scrittori così diversi e religiosamente e culturalmente lontani, mettendo in risalto una singolare convergenza nell’ammirazione del Volto di Cristo, rappresenta un prezioso contributo ad una sempre più approfondita riflessione su questo tema. Sotto questo aspetto direi che siffatto accostamento ha sollevato l’Autore dal rischio – parlando di Santi – di cadere in stereotipi agiografici non infrequenti nelle letteratura religiosa.

 

In questo libro le figure, diciamo così, laiche, aiutano a capire le figure dei Santi e viceversa. Non è un merito marginale, tanto più che l’Autore ha voluto dare per titolo alla sua raccolta la domanda che Gesù stresso rivolse agli apostoli: "E voi, chi dite che io sia?" (Mt 16,15). Domanda di stringente attualità anche per i credenti, in un tempo che ci abitua a vedere nell’uomo volti deformati dalle conseguenze del peccato, dell’ingiustizia, della lontananza da Dio.

 

In ogni essere umano, in realtà, è il riflesso del Volto di Cristo, poiché in Gesù "Nel quale solo abita corporalmente tutta la pienezza della divinità" (Col 2,9). L’uomo può riconoscere di essere figlio di Dio, creato per amarlo e servirlo in vista della comunione eterna di cui il risorto è primizia. Al Volto sofferente di Cristo nelle parole del profeta Isaia e nella drammatica pagina dostojevskiana nella leggenda del grande Inquisitore, fa riscontro il Volto trasfigurato di Cristo nelle pagine contemplative dei Santi.

 

I saggi qui riuniti, mentre confermano la cultura quanto mai versatile di Mons. Venier sono anche speculari di una naïveté che è caratteristica del suo modo di affrontare i più diversi argomenti, rendendoli accessibili ad un vasto pubblico.

La rivista Il Volto dei Volti che sin dai suoi primi numeri ha avuto in Mons. Venier un assiduo e validissimo collaboratore, è stata anche la palestra di questa sua appassionata ricerca sulle tracce del Volto di Cristo in autori del passato e del nostro tempo. Questo libro conferma l’attualità del crescente interesse incontrato dalla teologia, dalla spiritualità, dall’arte e dalla devozione del Santo Volto, come peraltro dimostra la grande accoglienza incontrata dalle iniziative culturali del giovane Istituto Internazionale di Ricerca sul Volto di Cristo.

 

L’augurio sincero, perciò, è che questo nuovo libro di Mons. Elio Venier incontri la migliore accoglienza.

Fiorenzo Card. Angelini